In memoria di Domenico Modugno

Roberto Vecchioni lo definisce il padre della canzone d’autore italiana. Si tratta di Domenico Modugno, il cantante che ha rivoluzionato la tradizione musicale e ha fatto sviluppare il mercato discografico dell’Italia. L’innovazione avviene quando nel 1958 ha cantato Nel blu dipinto di blu al Festival di Sanremo e uscendone vincitore. Il brano è stato tradotto in tutte le lingue. Negli Stati Uniti vengono vendute milioni di copie del disco e rimane per quattro mesi in vetta alle classifiche di tutto il mondo. Per questo motivo l’industria discografica americana assegna al cantante pugliese l’Oscar del Disco e inventa il Grammy Awards. Modugno riceve due Grammy: uno per il “disco dell’anno”, l’altro per “la canzone dell’anno 1958”. Anche Billboard gli consegna tre dischi d’oro. Nel blu dipinto di blu è ancora oggi un pezzo di fama mondiale. “Volare ha cambiato l’assetto della musica italiana, sia per i suoni che per il testo” ha dichiarato Gianni Morandi in un’intervista pubblicata su Specchio nel 17 febbraio 1996. Modugno partecipa altre volte al Festival della Canzone Italiana: nel 1959 vince con Piove; arriva secondo con Libero nel 1960; vince nuovamente nel 1962 con Addio…addio e nel 1966 con Dio, come ti amo. Ma Domenico non è solamente un cantante, è anche compositore, autore, attore e showman. Egli nasce il 9 gennaio 1928 in provincia di Bari e fin dall’infanzia si appassiona alla musica, imparando a suonare la chitarra e la fisarmonica. Dopo il servizio militare viene ammesso al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e studia per diventare attore. Nel 1951 e 1952 partecipa a due film di Eduardo De Filippo: Filumena Marturano e Carica eroica. Negli anni successivi recita in altri spettacoli teatrali e film. Dopo aver partecipato a svariati concorsi e programmi radiofonici, Fulvio Palmieri della Rai gli propone una serie di trasmissioni radiofoniche intitolate Amuri… amuri, di cui Modugno è il regista, attore e rumorista. In questi anni il cantante pugliese scrive Lu pisce spada, La sveglietta e La donna riccia: sono brani in dialetto e di folklore pugliese e siciliano. Fine anni ’50 compone canzoni in stile napoletano come Lazzarella e Io, mammeta e tu. In seguito lavora in diversi sceneggiati televisivi, spettacoli teatrali e commedie musicali. Importante è il suo ruolo da protagonista nella commedia musicale Rinaldo in campo del 1961, commedia di cui è pure il compositore di tutte le musiche. Famose sono Tre briganti e tre somari e La bandiera. Si dedica anche alla poesia: musica Le morte chitarre e Ora che sale il giorno di Salvatore Quasimodo e Cosa sono le nuvole di Pier Paolo Pasolini. Nel 1984 durante le prove del programma La luna del pozzo viene colpito da un ictus, che menomerà la parola e i movimenti del cantante. Muore 10 anni dopo a Lampedusa. L’ultimo suo lavoro discografico risale al 1991, quando incide con il figlio Massimo l’album Delfini. Claudio Villa aveva definito Modugno un vero artista a tutto tondo, che ha composto canzoni che rimarranno nella tradizione italiana per decenni. O forse per l’eternità.
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